Brexit di qua dai confini

Updated: Mar 4, 2021


Southbank Ph. Debravation

Il Regno Unito ha votato per uscire dall'UE. Noi siamo stranieri di qua dalle "barricate".

Fino ad oggi, onestamente, nessuno aveva capito cosa intendessero per Brexit.

Non avrei mai pensato di vivere un fatto storico così importante da questa parte del confine.

Ho visto l'Italia entrare nell'Unione Monetaria cambiando tutte quelle belle e colorate Lira in Euro ed ora sono qui mentre inizia il crollo di un impero costruito, ahimè, su fondamenta di cartone.

Cameron, il Prime Minister, si è dimesso immediatamente. Coerenza? Non saprei. In parte mi sembra un'azione commovente, insomma noi nel bel Paese non ci siamo abituati a qualcuno che si dimette se un referendum vota qualcosa che è il contrario di ciò che era la sua linea politica. D'altra parte questo trasmette grande preoccupazione, aver perso un leader così affidabile nel momento del bisogno ci fa avvertire instabilità e senso di abbandono.

Menomale che c'è lui: Sadiq Khan. Il nostro sindaco. Farà di tutto perché Londra rimanga un centro di cultura europea.

Oggi in metropolitana ho avvertito per la prima volta una sensazione di emarginazione in una società che fino a ieri mi considerava solo per il potenziale economico delle mie capacità.

Oggi mi vedono europea. Straniera.

Le signore anziane a Bologna chiamano gli stranieri comunemente extra-comunitari.

Ecco se la vogliamo dire tutta, ora sono gli inglesi gli extra-comunitari.

Io mi sento cittadina del mondo, non appartengo, voglio essere libera per tutta la vita.

Pertanto voglio avere un passaporto, dopodiché deciderò se l'Inghilterra e l'Europa saranno il mio futuro posto nel mondo.

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